Una notte al cimitero (1987)

Scritto da Babol81 il venerdì, 06 novembre 2009, 19:46
Tempi di suine e di malanni, tempi in cui ci si ritrova a vedere un po’ il fondo della propria collezione di DVD. Che, guarda caso, è arrivata ad un cofanetto di Lamberto Bava per cui, dopo Ghost Son, mi è toccato spararmi Una notte al cimitero, filmetto prodotto da Rete Italia (ergo televisivo, ergo scadente…) e diretto dal nostro nel 1987, come parte di un ciclo di quattro film che comprendeva anche La casa dell’orco, A cena col vampiro e Fino alla morte.
 
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La trama: cinque ladruncoli, dopo aver derubato un supermercato, fuggono in zone semi – paludose e si ritrovano appiedati a dormire nei ruderi di una chiesa costruita sopra delle catacombe. D’un tratto trovano anche una locanda con dei dubbi figuri che li sfidano a passare una notte nelle cripte per poter ottenere un favoloso tesoro che, si dice, risalga ai tempi di Giuda. Superfluo dire che nelle cripte troveranno di tutto di più..
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Sono costernata. Non so davvero da che parte cominciare a parlare del trash e della pochezza che trasudano da ogni fotogramma di questa pellicola. Il film è più o meno comprensibile ed accettabile finché non comincia a dipanarsi la trama, in fondo ci sono questi strepponcelli che si perdono nel bosco e decidono di dormire nel primo luogo che trovano, ovvero le rovine di una chiesa. E da qui comincia l’assurdità… Povere creature, ovvio che in mezzo alla nebbia non si accorgano dell’enorme PUB costruito sotto la chiesa stessa (sfidando ogni logica architettonica, devo dire), con tanto di insegna “Miller” luminosa all’esterno. Colpa della nebbia, ovviamente. Ma all’interno del pub non ce n’è quindi non vedo il motivo per cui della gente con un minimo di senno ci si dovrebbe fermare, e soprattutto perché dovrebbe stare ad ascoltare bufale tipo “Qui non si parla di lupi mannari!!” oppure “Qui non si scherza sulle scommesse!” detto ovviamente da esseri che a definirli umani si fa loro un complimento; ora, passi i “clienti”, che sono giusto un po’ bianchicci (però vestiti da contadini dell’’800…) ma l’oste è un mostro orrido con l’occhio sinistro che balugina di rosso, un incrocio tra Terminator e una creatura della Troma! Ma tutto passa in secondo piano di fronte all’oro! Aah, la meraviglia di possedere una boccia di vetro con dentro gioielli, monete e carte di credito… se è vero che quel cumulo di ricchezze risale ai tempi di Giuda, mi chiedo perché all’interno ci siano per la maggior parte American Express (utili eh, in un tesoro…) e dollari americani: pub e catacombe itineranti oppure semplicemente i turisti lì ci arrivano a frotte? E tanta è la paura una volta entrati nel vivo del film e della “sfida”: cadaveri semoventi talmente pietosi che verrebbe da abbracciarli, teste baffute (suore?) incastrate nei muri che si limitano ad aprire gli occhi, impiccati volanti, pozze colme di melma fumante ed ossa, e dulcis in fundus una famiglia di freaks ottocenteschi impegnati in una cena che scappano a gambe levate appena vedono i nostri.
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Scapperei anche io, povere creature, davanti ad una recitazione che non definirei imbarazzante, perché sarebbe un complimento. E’ ovvio che il doppiaggio italiano non rende, soprattutto quando i giovani attori recitano in inglese e vengono ridoppiati.Toglie loro naturalezza, e rimangono solo le espressioni facciali, che sono da dimenticare. L’unico che più o meno si salva è Tognazzi, che palesemente parla italiano e porta un po’ di brio con la sua parlata romanaccia, che pur non aiuta a far prendere il film più sul serio, intendiamoci. I personaggi in generale, al di là della capacità degli attori, sono però imbarazzanti, nemmeno dei clichè, ma proprio delle macchiette. C’è il “belloccio”, che a mio avviso è identico al Samvise del Signore degli Anelli, e che per enfatizzare questa sua “belloccità” dorme a torso nudo e fuori dal sacco a pelo mentre tutti gli altri ci si infilano con tanto di giacche. Lo vorrei vedere su a Bardineto, d’agosto, st’idiota… Ma tralasciando i lardominali scolpiti del nostro, ci sono anche le chicche della sensitiva improvvisata (una sciacquetta che nemmeno saprebbe fare due più due e che all’improvviso diventa la medium del gruppo..) e del locandiere “sinistro” che parte con la risata malefica a sproposito o alla fine di ogni battuta.
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E a proposito di “fine”. Il finale è una boiata pazzesca, ad un certo punto lo spettatore è incerto se i ragazzi siano o meno morti, ma il dubbio viene fugato e il film chiuso nel modo più assurdo possibile (com’è possibile uccidere quella che dovrebbe essere, a ragion veduta, la Morte stessa?). Il picco trash del film, oltre al furgoncino Ford ipertruccato e alla cena di mostri, è ovviamente lo zombie che si prende un ceffone dalla “zomba” che ha risvegliato palpandole il seno. Per quanto riguarda la regia, è piatta e televisiva, gli effetti speciali non sono malvagi nonostante tutto, ma il tasso di gore è praticamente inesistente, come quello di ansia ed inquietudine. Evitatelo se siete da soli (perché vi addormentereste come ho fatto io ad un certo punto…) ma guardatelo tranquilli in compagnia di amici che abbiano spirito un po’ goliardico e che non vi facciano volare fuori dalla finestra: vi divertirete, credo. (ma anche no). Una curiosità: il film viene distribuito anche all’estero, ma col titolo Graveyard Disturbance.
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Di Lamberto Bava ho parlato qui mentre, fortunatamente, del manzo Gregory Lech Taddeus (il belloccio) si sono perse le tracce, e anche suoi compari hanno goduto di una gloria effimera: Karl Zinny (che interpreta David) ha sicuramente ottenuto il ruolo in questo ed altri film come Demoni in quanto figliastro di Remo Girone, Lea Martino si è persa nelle nebbie di pochi film e un telefilm mentre l'altra interprete, Beatrice Ring, ha girato Zombie 3 con Fulci.
 
Gianmarco Tognazzi interpreta Johnny. Figlio d’arte del grande ed indimenticato Ugo Tognazzi, si è destreggiato tra commedie, drammi moderni all’italiana e produzioni televisive senza mai emergere troppo. Tra i suoi film ricordo Vacanze in America, Sposerò Simon Le Bon, Ultrà, I laureati, Romanzo Criminale. Ha 42 anni e tre film in uscita tra cui l’ennesima rovina per il cinema italiano, il cinepanettone Natale a Beverly Hills. Ma un bel Natale tra le grinfie di Al Qaeda no?
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 Vi lascio ora con il trailer inglese, le cui voci mi sembrano paradossalmente un pò  migliori! ENJOY!!
 
 

Ghost Son (2006)

Scritto da Babol81 il venerdì, 30 ottobre 2009, 21:46
E dopo tanto tempo torniamo un po’ all’horror italiano, che di recente non sta dando troppe soddisfazioni. Diciamo pure che è dagli anni ’80 che il genere si è affossato. Anni ’80 che vedevano il buon Lamberto Bava regalarci un pur imperfetto capolavoro come Demoni, mentre oggi dobbiamo accontentarci, ahimé, del mediocre Ghost Son, sempre dello stesso regista, girato nel 2006 e distribuito in Italia un anno dopo, ovviamente in sordina.
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La trama: in Africa, Stacey e Mark conducono la loro felice vita di fidanzatini, finché lui non muore in un incidente con la jeep. Nella casa che i due dividevano comincia però a manifestarsi quello che parrebbe il fantasma dell’uomo che, dapprima, cerca di indurre Stacey al suicidio in nome di un amore eterno e poi, non riuscendo a sortire effetti, le regala un’ultima notte d’amore dalla quale nasce Martin. Un bambino troppo strano per non destare sospetti…
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Questa pellicola si divide in momenti pregevoli e momenti decisamente trash. Peccato che questi ultimi siano legati strettamente al bambino che, in teoria, dovrebbe essere la presenza più inquietante del film. Cominciamo col dire che quello che temevo di più, ovvero l’ambientazione africana, è in realtà il punto di forza del film, che affonda le radici nelle leggende legate agli spiriti, alla morte, e al loro rispetto. Emblematiche in questo senso le figure della vecchia che rifiuta di vendere una scultura di legno perché scrigno dell’anima del proprio figlio, e anche quella della la piccola Thandie, orfana di madre ma non dello spirito della stessa, che continua a darle saggi consigli anche dall’aldilà. E’ interessante la contrapposizione tra la concezione rituale della vita e della morte, tipica di una realtà diversa da quella occidentale, e la nostra, alterata da un costante senso di sicurezza ed arroganza, legato al volere tutto e subito: non a caso Stacey, che non vuole accettare la morte di Mark, si appropria di un rito Africano che nemmeno capisce, ed attira su di sé uno spirito troppo inquieto e maligno, incapace di stare solo nella morte.
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Peccato che ad un certo punto, dato il titolo del film, arriva il Ghost Son. Premesso che il concepimento di questa creatura è quanto meno ambiguo e a tratti ricorda quello di Mia Farrow in Rosemary’s Baby, il dilemma sta in questo: ma perché dopo la nascita di Martin il pargolo viene considerato “posseduto” dallo spirito di Mark, mentre all’atto del concepimento si capisce benissimo che il padre non è lui, visto che il suo fantasma osserva la fidanzata venire praticamente violentata da un mostro scaglioso con le sue ingannevoli sembianze? Però dopo questa scena inequivocabile, a quanto pare gli sceneggiatori hanno deciso di cambiare rotta, e qui arrivano le chicche trash. Come il Baby Herrman di Chi ha incastrato Roger Rabbit?, il pargolo posseduto ha le stesse voglie del papà. Quindi, in due scene magistrali, scapezzola la mamma a morsi fino a farle uscire il sangue (la mamma, all'infermiera: "Ma, signora, io ho sentito i denti!!" E l'infermiera: "Io no." Sì, non è che i dialoghi siano memorabili...) e in un altra le palpa sempre la tetta con la manima prensile, sotto la doccia, mentre lei sgrana tanto d'occhi, guardando inequivocabilmente le pudenda del pargolo che poi rimprovera con un: "Ma, MARTIN!!!". Ammazza, a 5 mesi già si eccita sessualmente? Sono indecisa se considerare la scena una trashata di rara fattura oppure un inno alla pedofilia. Le altre prodezze del bambino sono una svomitazzata degna dell'Esorcista e l'imitazione perfetta della voce del papà. Orrore. E non voglio nemmeno parlare dell'Elefante che scorazza per casa alla fine, o del coniglio che la stolta donna conserva nei sacchetti per freezer, ma con la testa intera e PELOSA!! Ma cosa te ne fai, sei scema?!
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Appurato dunque che la trama è un pò una boiatazza, restano le musiche, assai carine, e ovviamente la bravura di Bava che, tanto per cambiare, non è un registucolo qualsiasi, ma azzarda virtuosismi e riprese da particolari angoli (oltre le ventole del soffitto, tra le travi, dal fondo della vasca, ecc. ecc.) che elevano il prodotto rispetto alla media. Anche la fotografia è buona, le riprese interne sono abbastanza claustrofobiche e quelle esterne rendono decisamente onore all'Africa che le ha ospitate. Gli attori invece sono dei cani. Dei veri cani. Soprattutto i due interpreti maschili (Laura Harring è deliziosa nel crescendo della sua inquietudine), ma anche quella femminile non scherza a tratti, l'ho visto in inglese (per evitarmi un sicuramente orrendo doppiaggio) e posso assicurare che un Texano con la bocca piena di patate crude non avrebbe fatto di peggio. Menzione d'onore però alla mia amica Coralina Cataldi - Tassoni (vedi la perla: Il Bosco 1) che fa una guest appearence. Insomma, non dico di evitarlo, ma di mettersi a guardarlo con occhio molto critico. Io gli do una media sufficienza.
Lamberto Bava è il regista della pellicola. Italiano e figlio d'arte, visto che il padre era il divino Mario Bava, che ci ha regalato perle di horror gotico, lo ricorderei per film come Demoni e il suo seguito, Una notte al cimitero, A cena col vampiro, prima che la sua carriera venisse segnata dallo storico e trashissimo fantasy Fininvestiano Fantaghirò (che firmerà per ben 5 volte) e dagli orrendi Sorellina e il principe del sogno e Desideria e l'anello del drago. Ha 65 anni.
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Laura Harring interpreta Stacey. L'attrice messicana ha recitato in film come Mulholland Drive, l'orrendo Derailed, l'inedito (in Italia, ma io l'ho visto ed è molto carino) All Souls Day: Dia de los muertos e Chiamata senza risposta. Per la TV ha partecipato a Baywatch, Flipper, Baywatch Night e The Shield. Ha 45 anni e tre film in uscita.
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John Hannah interpreta Mark. Per la serie "dove ho già visto sta faccetta?", la risposta è nei tre episodi de La Mummia, con Brendan Fraser, dove interpretava il fratello della protagonista. L'attore scozzese ha anche partecipato a Quattro matrimoni e un funeraleSliding Doors. Per la TV ha lavorato ad alcuni episodi di Alias e Frasier. Ha 47 anni, due film e una serie TV in uscita.
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Pete Postlethwaite interpreta Doc, l'amico dei due sfortunati sposini. Anche lui scozzese, anche lui faccia conosciuta, visto che nel Romeo e Giulietta di Baz Luhrmann interpretava il frate. Tra i suoi altri film ricordo Amleto, Aliens, il bellissimo Nel nome del padre, lo splendido I soliti sospetti, Dragonheart, Il mondo perduto: Jurassic Park, The Shipping News: ombre dal passato, Dark Water, The Omen. Ha 63 anni e quattro film in uscita.
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E ora vi lascio con il trailer italiano del film, che pure avevo già messo in un altro post, se non rammento male... ENJOY E.... HAPPY HALLOWEEN!!!!!